Il problema sai qual è?
E’ che il domani arriva sempre, presto o tardi.
E’ inesorabile e terrificante.
Star svegli la notte significa solo prolungare la propria agonia.
E sbronzarsi rimandarla ed amplificarla.
Si profilano ombre lunghe ed avvolgenti attorno a me, sul soffitto, come il peggiore dei Demoni.
Le fisso impietrita ed attendo stesa sul letto come in un bara, con la stessa rigida compostezza di un cadavere.
Il mio rigor mortis cerebrale riporta più date, fasi lente e distinte.
Osservo il cartellino che mi hanno attaccato alla falange distale dell’alluce.
Buffo, vi è riportata anche la data di scadenza. “Da consumarsi preferibilmente entro XX-YY-ZZZZ”.
La testa mi pulsa terribilmente. E’ da tutta la notte.
Non so quante ore fa avevo fissato al buio il soffitto, senza vederlo, ma sicura che non fosse che lì, sopra di me. Sento in lontananza un voce e qualcosa accanto a me si muove e mi viene pericolosamente vicino.
Ma sono totalmente inerme. E’ il mio demone.
Cerco di ignorarlo, faccio finta che non sia lì.
Eccolo di nuovo, ha fatto sì che mi avvinghiassi in maniera profonda e viscerale a sé, come un tumore non riesco a distinguere quante delle mie cellule, delle mie viscere siano sue e quante me ne abbia lasciate.
Quanti giorni mi restano ancora da vivere?
Chissenefrega - penso - tanto sono in lutto da una vita.
Il lutto dell’attesa. Il lusso dell’attesa, è per chi di tempo ne ha in abbondanza, ed io sembro non averne mai avuto abbastanza.
Sento uno strano calore familiare.
Le immagini si confondono sempre di più, adesso la luce è accesa.
Vedo delle stelle, sono vuote e fredde. Ripercorro un vecchio racconto di H.M.
Si muovono freneticamente attorno a me, adesso le sento brillare, esplodere, pulsare di una luce che ancora non riesco ad afferrare. E’ dentro di me, ma sfugge.
Il Demone ha uno sguardo di sfida. Quello scintillio di crudeltà unica e glaciale, le sue labbra strette sono un taglio sottile. Stringo le mie spalle senza niente da dire.
Abbiamo entrambi un alibi.
Mi sta brutalmente violando chaos e ratio.
Sento che le mie due dame di compagnia mi stanno osservando in modo insistente.
Sto osservando le sue spalle. Potrei cogliere di sorpresa il Demone adesso, si è distratto.
Fugge di nuovo quando il sole è già alto ma filtra a fatica dalle finestre, insinuandosi tra i nostri corpi.
E’ l’obitorio della mia anima, in attesa dell’autopsia.
Ma la causa della morte la sappiamo già.
Potrei tagliargli la gola. Soffocarlo con le mie stesse mani, sentire la sua vita che mi scivola via come sabbia tra le dita, vedere il suo sguardo diventare sempre più vitreo, sentire la sua erezione sul mio sesso nudo ed aperto.
Ma mi teneva stretta, per qualche attimo.
La sua schiena seguiva le linee del mio corpo e la sua pelle tendeva verso di me. Verso la finitezza del nostro universo.
O del mio, a suo avviso probabilmente.
Per oggi no. Lo lascerò andare.
Il filo rosso saprà tirare leggermente le estremità all’occorrenza.
Attendo in silenzio il Nulla.

![wetheurban:
McQ SPRING/SUMMER 2012
Alexander McQueen’s awesome contemporary label, McQ, gives us a S/S 2012 lineup that spans multiple motifs of Americana, with prep, punk, and western inspired ensembles mixing together effortlessly. The bold yet subtle splashes of color in these styled ensembles are everything! Once again, McQueen proves its reigning title in not only abstract, but formal schemed fashion.
[Il mio amico P. è figo e serioso.]](http://24.media.tumblr.com/tumblr_lwvjy4n7XG1qa4iv8o1_500.gif)
